Progetto TAC: formazione digitale e la sensibilità ambientale dalle elementari

Supsi progetto TAC

Lab3D sponsor tecnico per la stampa 3D del kit di rilevamento

Il progetto TAC (Tecnologia Ambiente e Competenze) è un programma sperimentale (2020-2021) di attività didattiche della durata di un anno e dedicato agli studenti di quarta elementare di 5 scuole della città di Lugano.  L’obiettivo è quello di offrire ai bambini della scuola primaria un’esperienza di apprendimento innovativa in cui la tecnologia entra nella routine scolastica già dalle elementari, facilitando lo sviluppo della cittadinanza digitale in relazione al tema del monitoraggio ambientale e della raccolta dati.

Il progetto è promosso dal Laboratorio di cultura visiva FabLab (il laboratorio dedicato a Open innovation alla SUPSI) in collaborazione con il nuovo Lugano Living Lab del Comune di Lugano e con l’Istituto Scolastico di Lugano.

Un progetto che nasce dalla volontà della Città di Lugano di avvicinare la cittadinanza, partendo dai più piccoli, al mondo della digitalizzazione e della sensibilità ambientale e che lo vede realizzato grazie alla collaborazione con:

  • SUPSI che l’ha ideato
  • Swisscom che ha messo a disposizione la rete Lora (la rete a bassa potenza che facilita la realizzazione di dispositivi connessi a internet)
  • Arduino che ha fornito l’elettronica
  • LAB 3D che ha contribuito alla produzione delle scatole dei kit tramite le stampanti 3D del laboratorio in Via Zurigo 5 a Lugano.

Questa esperienza di fabbricazione digitale fornisce ai bambini conoscenze ambientali e territoriali e dovrebbe favorire l’innescarsi di comportamenti responsabili. Impareranno a gestire i sensori, a produrre e comprendere i dati ambientali relativi alla loro città sviluppando strumenti, tecnologie e metodi basati sul contesto.

Campo di ricerca

La trasformazione digitale sta evidenziando come le nuove tecnologie rischiano di rafforzare le forme di disuguaglianza sociale se non viene presa in considerazione una visione più ampia del cambiamento sociale (Banerjee, Belson 2015). 

È sulla base di questa consapevolezza che emergono nuovi approcci educativi orientati al processo di digitalizzazione ma con una prospettiva ecologica e più sociale. 

Il progetto TAC propone una prospettiva ecologica sull’educazione tecnologica: è strutturato in laboratori di fabbricazione digitale distribuiti localmente e si basa sulla disponibilità di strumenti di prototipazione software a basso costo e facili da usare. Ciò consente a educatori, genitori e organizzazioni di essere responsabilizzati e implementare ambienti di apprendimento costruttivisti in cui agiscono facilitatori di esperienze di apprendimento personalizzate e collaborative. Sono gli studenti stessi a realizzare i propri dispositivi tecnologici attraverso un approccio di apprendimento immersivo basato sul “fare per comprendere”. 

Un importante campo di applicazione dell’apprendimento connesso sono gli studi ambientali: sensori a basso costo e piattaforme web consentono a persone non esperte di raccogliere e interpretare i file i dati dell’ambiente in modo che possano saperne di più. 

Oggi è essenziale che le nuove generazioni acquisiscano competenze chiave nella comprensione e nell’analisi dei dati attraverso approcci didattici innovativi che non si concentrano sulla complessità tecnologia, ma su metodi pratici, inclusivi, giocosi e collaborativi. 

Questi metodi portano i giovani a entrare in contatto con nuove tecnologie in modo attivo: possono usare l’elettronica e i sensori per costruire i propri dispositivi come scienziati cittadini.

Il progetto è strutturato per facilitare la sua futura replicabilità e la sua integrazione nel curriculum scolastico ufficiale già a livello di scuola primaria e punta a rafforzare le iniziative esistenti legate alle competenze digitali di sviluppo e pensiero computazionale attraverso la robotica educativa, implementata dalla scuola attraverso il suo programma di media e tecnologia.

Più specificamente, il progetto TAC fornisce un programma aperto dotato di istruzioni sulle attività pratiche e una serie di strumenti che consentono ai docenti di insegnare l’uso dei sensori ambientali e dell’elettronica semplificata in classe. 

Un kit elettronico, una stazione mobile e un’app web aiuteranno gli studenti a comprendere l’ambiente urbano e naturale attraverso la scienza dei dati, sviluppando contemporaneamente una maggiore consapevolezza sulla sostenibilità. 

Un’esperienza immersiva orientata all’uso della tecnologia come mezzo per apprendere il mondo dei dati, sviluppando le competenze chiave del 21° secolo (collaborazione e pensiero critico) e la comprensione dei concetti di insegnamento STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, e matematica).

Il progetto trasferisce competenze di ricerca e tecnologia dal mondo accademico ai cittadini, attraverso un’azione interdisciplinare e collaborativa che coinvolge il Comune, gli insegnanti della scuola primaria e iniziative di impegno pubblico della Città di Lugano.

Gli obiettivi del progetto

  • consentire agli studenti di apprendere, leggere e interpretare dati e informazioni generati dai sensori;
  • sviluppare competenze nell’uso delle nuove tecnologie, in particolare sensori collegati alla rete; questa esperienza ci permette di comprendere la tecnologia che va oltre l’uso dello smartphone, dei videogiochi e del web;
  • sostenere la consapevolezza ambientale in relazione ai comportamenti dei cittadini e all’ambiente urbano.
  • aumentare la consapevolezza tra i cittadini, in particolare gli alunni della scuola primaria (quarta elementare) e i loro famiglie – ai temi del monitoraggio ambientale e della sostenibilità;
  • migliorare le competenze digitali tra i cittadini
  • raccolta di dati sull’ambiente della città di Lugano per contribuire al discorso pubblico e al processo decisionale.

Il progetto, capitanato da Iolanda Pensa, coinvolge Serena Cangiano, Francesca Cellina, Massimiliano Cannata, Roberta Castri, Giovanni Profeta, Marco Lurati, Lucio Negrini, Daniele Murgia.

Il progetto partecipa alla strategia nazionale di Svizzera digitale e ai relativi programmi concentrandosi su competenze digitali, dati aperti e impegno pubblico su temi come il cambiamento climatico.

Posted on: Gennaio 26, 2021, by :